COSTRUISCE UN ORDIGNO PER GIOCO, ARRESTATO QUINDICENNE SOMALO. – ll Giornale

COSTRUISCE UN ORDIGNO PER GIOCO, ARRESTATO QUINDICENNE SOMALO.

Giornata movimentata lo scorso 20 Maggio, presso l’istituto tecnico Torriani a Cremona, culminata con l’intervento delle forze dell’ordine e la custodia cautelare di un ragazzo somalo di quattordici anni.

Mhabin, questo il nome del ragazzo somalo recentemente trasferitosi a Cremona dopo una lunga serie di disavventure  tra un centro di accoglienza e l’altro, è un giovane volenteroso e studioso, appassionato della tecnologia ed informatissimo sulle nuove tendenze.

Mhabin si era da poco ricongiunto con il padre, anche lui arrivato in Italia dopo un lungo e travagliato percorso, ed aveva cominciato a frequentare l’istituto tecnico da sei mesi a questa parte. Così, quando la professoressa di applicazioni tecniche assegna alla classe il progetto a casa per realizzare un’idea originale con i circuiti stampati messi a disposizione dalla scuola, per Mhabin si presenta l’occasione buona per mettersi alla prova.

Purtroppo per lui un miscuglio di malaugurata sorte ed ingenuità hanno fatto sfociare la vicenda in un grosso ed imbarazzante malinteso, culminante con l’intervento delle forze dell’ordine. Il progetto, che vedete nella foto sotto riportata, altro non è se non un orologio digitale funzionante ad energia solare, che tristemente ricorda la forma di un ordigno rudimentale costruito in casa. Inutile dire come, quando Mhabin ha presentato il progetto alla professoressa ed ai compagni di scuola, si sia scatenato il panico fino a costringere il preside a sospendere le lezioni per il resto della giornata.

Intervenuta anche la polizia con la squadra cinofila per la rilevazione di ordigni, per garantire la massima sicurezza agli studenti.

Mhabin è stato accompagnato in questura dove ha fornito spiegazioni agli inquirenti che così commentano: <<Il ragazzo ha agito in assoluta buona fede, l’accaduto è frutto di una grossa incomprensione e (forse?) una punta di pregiudizio>>.

Nel frattempo Mhabin, ritornato nella sicurezza della propria abitazione, così commenta: <<Ho provato a spiegare alla maestra che era un orologio ma non ha voluto ascoltarmi!>> e ancora: <<Mi piaceva la forma, l’ho copiata dai cartoni animati che vedo al mattino>>.

Tutto è bene quel che finisce bene dunque, anche se episodi del genere dovrebbero, forse, invitarci a riflettere nell’ottica di aiutare persone volenterose come Mhabin, piuttosto che rallentarle con i nostri pregiudizi.

 

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