Truffato e derubato contadino nel canavese. – ll Giornale

Truffato e derubato contadino nel canavese.

Le terre del canavese

Questa è l’incredibile e triste storia del sessantacinquenne Giovanni Salamoia, contadino del canavese, residente nel paesino di Caluso e nella comunità conosciuto semplicemente come Gianni, noto a tutti per la sua cordialità e disponibilità.

La vicenda ha del surreale, la storia non sfigurerebbe, forse, in un romanzo di Conan Doyle. Purtroppo per Gianni però, nessun Sherlock Holmes ha potuto salvare la sua ingenuità dalla truffa, perché così si deve definire, che la filiale della Banca degli Alti Pascoli gli ha riservato. Il signor Salamoia, dopo anni di duro lavoro, era riuscito a pagare interamente le rate del suo mutuo e a mettere qualcosa da parte per i suoi tre nipoti, Luca, Matteo e Sara, di dodici, dieci e sette anni rispettivamente.

Il potere e la ferocia della burocrazia purtroppo gli hanno remato contro e l’atto di sfratto non ha tardato a giungere alle porte dell’ignaro Gianni. Il motivo della sfortunata vicenda? Una quisquilia legale legata al doppio nome, Giovanni Battista piuttosto che Giovanni, che ha generato un surreale, seppur vero, sdoppiamento legale della personalità. Così il signor Giovanni Salamoia risulta in regola con il pagamento del mutuo e delle tasse regionali, mentre Giovanni Battista Salamoia, unico e vero protagonista della storia suo malgrado, si ritrova senza terra né risparmi.

Inutile dire che il paesino di Caluso si è mobilitato per aiutare il nostro Giovanni, che intraprenderà nei prossimi anni una lunga ed estenuante battaglia legale, per dimostrare la sua buonafede. A lui vanno gli auguri dello staff e della redazione tutta!

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